Saturday, September 24, 2016

Episodio 3

L'aveva ammazzata lei. 
Dentro di sé lo sapeva
Per questo si sentiva male.
Aveva organizzato quel viaggio in fretta, solo ed esclusivamente per soddisfare il suo bisogno di muoversi, di fare delle vacanze diversificate, di shopping libero e di alta classe, di aumentare le miglia acquisite con la compagnia aerea…
All'ultimo momento, forse anche per fare una sorpresa a tutti, positiva per i piccoli e per i suoi in Italia e negativa per tutti gli altri. 
Si tirava addosso le invidie di tutti con la facilità con cui si fa una passeggiata. Si nascondeva dietro il velo dell'ipocrisia che la vedeva come il figliol prodigo che torna a casa, per passare del tempo con l'obliata stirpe, ma non era così. Lei pensava alle passeggiate solitarie per i vicoli della città vecchia in cerca di qualche reperto antiquario, possibilmente gioiello da esibire poi ai barbari, o a chiacchierate con le amiche indisturbata dagli impegni dei figli i quali avrebbe costretto a visite forzate dei vari musei o palazzi appartenuti ad illustri mecenati, oggi fresco rifugio dei decoratori.
Non le bastavano le acque caraibiche di Elunda, o la freschezza delle Cicladi, lei voleva chiudere l'afosa estate greca con un passaggio artistico-culturale per prendersi e dare ai figli sempre il massimo. Non si accontentava mai, lei, proprio la jamais content, come la chiamava l'innamorato compagno.
Aveva lasciato a casa lui ed il figlio maggiore, per ritagliarsi il suo momento in santa pace, noncurante di tutto e di tutti.
Aveva tanto di tour scritto. Per questa volta, solo Arezzo: San Francesco con gli affreschi di Piero della Francesca, la casa di Petrarca…
Ma la nonna non si sentiva bene.
I soldi che da giovane le aveva rubato da sotto il materasso, cosa dirne?
Da lei aveva ereditato la maggior parte dei difetti, roba congenita arrivata direttamente dai cromosomi della madre della madre e disturbi psicologici di seria profondità  radicati nel più intimo del suo essere.
Quando restava sola in casa poteva soffermarsi qualche secondo, sentire se la casa era libera, che anche l’ultimo baluardo era stato abbattuto, allora piegando l’angolo del libro al segno, andava direttamente ad appropriarsi di ciò che riteneva suo. Non aveva avuto amore, allora aveva almeno diritto ai soldi.
Quasi trent’anni dopo, non l’aveva creduta, malata e lamentosa e non aveva mostrato segni di pietà. Non si fidava di lei? Non la voleva inconsciamente aiutare.
Aveva sentito durante la notte, passando fuori dalla sua camera, due forti colpi di tosse e non era entrata in camera sua per soccorrerla. Ci aveva pensato..si. Lei mi aveva preso dalla carrozzina ogni volta che piangevo? Sicuramente no, o perché mai avrebbe dovuto essere deprivata allora? Non aveva avuto, soccorso, sicurezza né amore…e per una vita ne sarebbe andata in cerca.
Al mattino, quando il padre l’informò del decesso della nonna, lei già lo sapeva, l’aveva sentita morire e non l’aveva soccorsa, né aiutata.

Era una povera pazza, proprio come la nonna deceduta.